HIPEC AD ADDOME CHIUSO PDF Stampa E-mail

Questa modalità prevede che l'HIPEC sia effettuata dopo che la cavità addominale è stata richiusa, una volta conclusa la fase chirurgica di  exeresi della malattia neoplastica endoperitoneale (peritonectomia) .

Prima della chiusura della cavità addominale,  sono posizionati 3 o 4 cateteri lunghi circa 25-30 cm, polifenestrati o del tipo spiral drain, che consentono di introdurre e contemporaneamente estrarre dalla cavità stessa  la soluzione di chemioterapico.

I cateteri  sono tutti introdotti attraverso controaperture della parete addominale e in genere sono  posizionati  con le seguenti modalità:

  • un catetere, introdotto al disotto dell'arcata costale dx, è posizionato sotto il diaframma  e al di sopra del margine superiore del fegato
  • un catetere, introdotto  a livello della fossa iliaca dx, è posizionato in corrispondenza della radice mesenteriale
  • un catetere , introdotto al di sotto dell'arcata costale sinistra, è posizionato al di sotto del fegato
  • un catetere, introdotto dalla fossa iliaca sinistra è posizionato nella pelvi.

 I cateteri superiori e quelli inferiori sono collegati a raccordi ad Y e quindi alla pompa della macchina per chemioipertermia.

Tecnica HIPEC ad addome chiuso

Si procede quindi alla chiusura della parete addominale che deve risultare assolutamente stagna, per impedire la eventuale fuoriuscita di soluzione di chemioterapico durante l'HIPEC. Per ulteriore sicurezza, dopo la chiusura della parete addominale, si dispone un foglio adesivo stagno  sulla parete stessa.

La HIPEC inizia dopo la chiusura della parete addominale.

Inizialmente viene introdotta una soluzione inerte di circa 2500-3500 ml che funziona come priming e consente di verificare il buon funzionamento del sistema, inoltre permette di pulire efficacemente la cavità peritoneale eliminando eventuali coaguli o detriti che possano  intasare i cateteri o ostacolare il buon funzionamento del sistema.  La soluzione dopo pochi minuti di lavaggio di prova viene completamente evacuata e si inizia la HIPEC. La soluzione di chemioterapico è composta da circa 2500-3500 ml di destrano  nella quale è veicolato il chemioterapico scelto per il trattamento. 

Durante il lavaggio endoperitoneale, che dura da 30 a 90 minuti a seconda degli schemi di trattamento,  il letto operatorio viene opportunamente e periodicamente regolato in modo da favorire la più ampia circuitazione della soluzione di chemioterapico. La pompa è regolata in modo da consentire la circuitazione della soluzione a regimi di 300-500 ml/min.

Scaduto il termine previsto, la soluzione viene completamente evacuata e si effettua un ulteriore lavaggio della cavità peritoneale  con soluzione inerte.

Si verifica che non esistano sanguinamenti o fuoriuscita di secrezioni sospette e i drenaggi vengono collegati a normali buste per la raccolta delle secrezioni; saranno rimossi entro i 10 giorni successivi all'intervento.

Questa tecnica ha il vantaggio di non esporre l'ambiente della sala operatoria ed il personale ad  eventuali esposizione di fumi o esalazioni derivanti dalla soluzione di chemioterapici.  L'aumento  della pressione addominale determinato dalla introduzione dei 2500-3500 ml di soluzione di chemioterapico, associato agli alti regimi di flusso determinati dalla pompa e dalle variazioni di posizioni ottenute con la regolazione opportunamente variata del letto operatorio durante a procedura, consentono un ottimale e completo lavaggio della cavità addominale , anche nei recessi meno accessibili.

 
TOP