CISPLATINO PDF Stampa E-mail

CISPLATINONon si conosce ancora l'esatta modalità con cui l'isomero cis-platino impedisca la riproduzione e provochi il decesso delle cellule. Quello che è sicuro, però, è che non ci sono molti altri isomeri che hanno la stessa azione. Prima di tutto, il cis-platino non dissocia all'esterno della membrana cellulare grazie all'elevata concentrazione di ioni Cl, una volta all'interno della cellula invece, venendo a mancare la presenza di queste particelle, dissocia, e così facendo si lega a dei siti del DNA modificandolo, e in questo modo viene inibita la crescita della cellula. A quanto pare i due legami del Cloro rimasti liberi vanno a legarsi a due guanine o ad una guanina ed una adenina. Questo legame crea una distorsione nel DNA, una inclinazione, che a quanto pare basta ad inibirne la funzionalità, forse perché così facendo blocca la proteina adibita alla duplicazione, che si "incastra" in quella irregolarità del codice, oppure la proteina si lega a quel punto per evitare che venga trascritto, e così viene sottratta al suo compito, ma sono solo ipotesi. Altra ipotesi verosimile è che il cisplatino stesso impedisca alla cellula di attuare i normali meccanismi di riparazione del DNA che interverrebbero per rimediare ad un danno su filamento.

L'efficacia del cisplatino e di altri trattamenti chemioterapici risulta amplificata[1] anche dall'associazione con trattamenti di Ipertermia oncologica .

 

 
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